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Paragrafo  2  .  Squilibri, problemi e contraddizioni  dello  sviluppo

economico.

     
L'espansione  economica  fu accompagnata da un  aumento  delle  grandi
concentrazioni  capitalistiche, favorito  dall'abbandono  delle  leggi
antimonopolio.  Interessati  a  questo  fenomeno  furono  settori   ed
attivit nuovi, come i servizi urbani (trasporti, gas, acqua,  energia
elettrica),  la distribuzione di generi alimentari, i locali  pubblici
di divertimento.
     Altro  aspetto  tipico del sistema economico statunitense  fu  lo
sviluppo  del  terziario, testimoniato dalla crescita  del  numero  di
addetti,  che  alla  fine degli anni Venti arriv  a  superare  quello
dell'industria.   Ci   era   il  risultato   di   numerosi   fattori:
l'innovazione tecnologica e organizzativa; l'espansione del commercio,
dell'industria   alberghiera,  dei  settori  bancario,   assicurativo,
sanitario  e  amministrativo; la formazione di  grandi  concentrazioni
imprenditoriali; la crescente urbanizzazione.
     La  crescita  economica  non attenu le  disuguaglianze  sociali,
anzi  le  rese pi accentuate. Dal 1922 al 1929 i profitti aumentarono
del  76%  e  i  salari  solo  del  30;  un  quinto  della  popolazione
beneficiava  di  un terzo del reddito nazionale. Coloro  che  vivevano
nelle condizioni peggiori erano i contadini, che infatti abbandonavano
le  campagne in numero crescente, e gli operai, ad eccezione  dei  pi
qualificati  impiegati nei settori pi avanzati  e  in  alcune  grandi
industrie.  Costretti a salari al limite della sopravvivenza  erano  i
lavoratori neri e quelli immigrati dai paesi europei e asiatici.
     L'espansione della domanda riguardava in gran parte i  cosiddetti
beni di consumo durevoli, ossia automobili, elettrodomestici, mobili e
beni  strumentali come impianti e macchinari per le industrie. Questi,
in  quanto  tali e non essendo accessibili a tutte le classi  sociali,
avevano per un mercato interno scarsamente ampliabile.
     Per  prevenirne  la saturazione, era necessario  incrementare  le
esportazioni,  che  furono  rivolte soprattutto  verso  l'Europa;  ma,
perch i paesi europei potessero importare, dovevano superare la crisi
del dopoguerra e, a tale scopo, vennero loro concessi prestiti in gran
parte  provenienti da banche statunitensi. Veniva cos a  determinarsi
un  rapporto  di  dipendenza  reciproca: il risanamento  dell'economia
europea  era  finanziato da capitali resi disponibili  dall'espansione
statunitense,  ma  questa  era  a  sua  volta  legata   alla   ripresa
dell'economia europea.
     Su   questo  meccanismo  incombeva  il  rischio  che  le   banche
finanziatrici, per realizzare guadagni pi elevati, decidessero  altre
forme  di investimento. In effetti, nel corso della seconda met degli
anni  Venti,  andarono  intensificandosi le operazioni  di  borsa;  il
mercato dei titoli azionari infatti si era rivelato cos redditizio da
richiamare  i  capitali non solo della grande  finanza  ma  anche  dei
piccoli   risparmiatori.  L'enorme  circolazione  di   denaro   legata
all'attivit  borsistica per fin per essere  puramente  speculativa,
cio del tutto sganciata dalla reale crescita produttiva.
